“Non è il momento. Esco da una relazione tossica. Però, se vuoi, possiamo frequentarci.”
✒️ Dr. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie
È una frase che ascolto sempre più spesso.
“Non è il momento.”
“Esco da una relazione difficile.”
“Non sono pronto per una storia.” Poi, quasi nella stessa frase, arriva l’aggiunta:
“Però, se vuoi, possiamo frequentarci.” Mi domando sempre che cosa significhi davvero.
Perché frequentarsi non è un luogo neutrale.
Ogni incontro genera qualcosa. Aspettative.
Legami. Ferite. Speranze. Nessuna relazione è senza conseguenze. Se non sei pronto a costruire un legame, hai il diritto di dirlo. Ma chiediti anche se sei pronto ad assumerti la responsabilità di ciò che potrebbe nascere nell’altro. Qualche volta quella frase nasce dalla sincerità. Altre volte dalla paura. La paura di perdere una possibilità. La paura della solitudine. La paura di scegliere.
Così si cerca una vicinanza senza responsabilità. Un’intimità senza progetto.
Una presenza senza impegno. Ma il cuore umano difficilmente rimane neutrale. Frequentandoci, ci incontriamo. E incontrandoci, inevitabilmente, lasciamo tracce. Per questo la domanda non è:
“Sono pronto per una relazione?” La domanda è un’altra:
“Sono pronto a prendermi la responsabilità del posto che potrei occupare nella vita dell’altro?” Perché ogni relazione merita chiarezza. Non promesse. Non illusioni. Ma chiarezza. L’onestà non consiste soltanto nel dire:
“Non sono pronto.” Consiste anche nel domandarsi se, nel frattempo, sto chiedendo all’altro di aspettare una parte di me che ancora non sa scegliere. Non sempre chi dice “non sono pronto” sta rifiutando l’amore. Qualche volta sta chiedendo inconsapevolmente all’altro di abitare una terra di mezzo. Ma il cuore non è fatto per vivere troppo a lungo nella sospensione.
Ha bisogno di verità, anche quando la verità fa male.
✒️ Dr. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie