sabato 7 giugno 2014

il Finale di "Notre Dame de Paris" (Victor Hugo)




Trovarono tra tutte quelle orribili carcasse due scheletri, uno dei quali abbracciava singolarmente l'altro.
Uno di quegli scheletri, che era quello di una donna, era ancora coperto di qualche lembo di una veste di una stoffa che era stata bianca, ed era visibile attorno al suo collo una collana di adréazarach con un sacchettino di seta, ornato da perline verdi, che era aperto e vuoto. Quegli oggetti erano di così poco valore che di certo il boia non li aveva voluti. L'altro, abbracciava stretto questo, era lo scheletro di un uomo.
Notarono che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa incassata tra le scapole e una gamba più corta dell'altra. D'altronde non aveva alcuna vertebra cervicale rotta ed era evidente che non fosse stato impiccato. L'uomo al quale era appartenuto era quindi giunto lì, e lì era morto. Quando fecero per staccarlo dallo scheletro che abbracciava, cadde in polvere.

martedì 2 aprile 2013

I VIAGGI DEL TRANSALP - Valle delle Meraviglie









Approfittando di una giornata dal cielo terso e per fuggire dalla calura di Alba, ho deciso sabato di muovermi un po' per sterrati con la moto.



















Arrivato a Limone, Quota 1400, mi sono inerpicato fino al Colle di Tenda dove, constatato che la strada tutta tornanti per svalicare (volevate mica che prendessi il tunnel, no?) era chiusa, ho optato per la strada che, passando sotto il Forte Centrale, va verso Casterino.










Questo inconveniente mi costringeva a cambiare itinerario...ma alla fine ho percorso tutta la Valle delle Meraviglie!






























Dopo pochi km di buon sterrato arrivo al Fort de la Marguerie, imponente struttura militare dismesso dopo la II Guerra Mondiale e passato ai cugini d'oltralpe.




















Continuando la strada, che alterna un buon sterratoad alcuni tratti asfaltati, si arriva alle Baisse de Peyrafique dove ci aspetta uno spettacolo naturale incredibile










Questa è la strada che mi sono lasciato alle spalle: sullo sfondo il Forte della Marguerie





































SOTTO FALSO NOME (Film 2004)

http://www.youtube.com/watch?v=lzLEA4rgb44


I nostri piccoli eventi privati attendono sempre un testimone, qualcuno che sa e che tramanderà agli altri. È faticoso muoversi nell'ombra, è come spiare senza essere visti. La clandestinità e il segreto esigono una memoria infallibile. Ma spesso le motivazioni di un segreto non nascondono nulla di riprovevole e il segreto è semplicemente la nostra melodia, quella che ci incanta e ci fa stupefatti testimoni della vita altrui. Non avrei mai iniziato a scrivere senza un segreto. Raccontare è semplicemente questo: è un patto, un incantesimo. Il filo invisibile che ci lega al ricordo, al fatto che gli eventi e le persone ritornino come ombre. Il giorno in cui lasceremo l'incantesimo e avremo finalmente voglia di raccontare la verità, quel giorno noi stessi saremo soltanto un ricordo, o un'ombra

mercoledì 21 dicembre 2011

NO ALLA LIBERALIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI

Il Presidente dell'Ordine degli Avvocati, in una lettera a "La Stampa del 21 dicembre 2011:

Il recente maxi emendamento al patto di stabilità ha introdotto la possibilità di avere soci di capitale nelle società tra professionisti, non professionisti, senza alcun limite sul totale capitale sociale e con la possibilità di essere amministratori. Una tale previsione porterà a conseguenze devastanti per una tutela dei diritti dei cittadini. Si consideri che:


a) Nessun cittadino sarà interessato a una tale possibilità: soltanto i grandi gruppi bancari, industriali, assicurativi (e, in campo penale, la malavita organizzata) saranno tentati di azzerare i propri costi di assistenza legale.

b) Si perderà l’indipendenza del professionista che non potrà in alcun modo tener testa alle esigenze puramente speculative del socio di capitale e alle pressioni dell’amministratore che sarà sua espressione.

c) Il segreto professionale scomparirà perché sarà di fatto impossibile per il professionista di minoranza difendere i propri dossier e opporsi all’invadente curiosità del socio dominante.

Di tante riforme che riguardano l’Avvocatura si potrà e si dovrà parlare, ma la novità legislativa sopra richiamata non potrà che compromettere senza ritorno i diritti dei cittadini e la tutela di questi ultimi.


E io aggiungerei:
Anche per l'Odontoiatria si prospettano brutte notizie all'orizzonte: non lasciamo che la salute dei nostri pazienti sia in mano a individui il cui unico interesse sia il PROFITTO e NON LA SALUTE DEI NOSTRI PAZIENTI!!!!

sabato 17 dicembre 2011

10 ragioni per cui probabilmente anche il tuo dentista ti odia



1. La prima cosa che dici quando ti siedi sulla sua poltrona è “odio il dentista” ma come?? I tuoi genitori non ti hanno insegnato le buone maniere? Non ti hanno spiegato che è poco educato dire a qualcuno che lo odi nel momento stesso in cui lo incontri?
Lui vorrebbe realmente rispondere “ ti odio anch’io “

2. Arrivi all’ appuntamento senza aver lavato i denti. E non parliamo di aver appena finito di mangiare e di non esser riusciti a lavarsi i denti. Parliamo di cibo e carie ovunque. Sono anni che i dentisti vedono sangue, denti cariati e altre decine di cose disgustose ma c’è una cosa che non si riesce a sopportare. Sai che dovranno avere a che fare con la tua bocca, sai che passeranno ore piegati per curarti i denti. Potresti avere un minimo di rispetto per chi starà ore e ore a distruggersi la schiena per te??

3. Dopo aver passato ore di meticoloso lavoro per ripararti i denti, ti lamenti del conto. Penseresti di uscire dal supermercato con una borsa piena senza pagare? Ti hanno aiutato ad avere un sorriso smagliante e a mangiare senza problemi, due cose abbastanza importanti per migliorare la qualità della tua vita.

4. Il dentista ti ha detto che hai una carie e necessiti un’otturazione e tu aspetti mesi o anche anni per curarti. Probabilmente il dente inizierà a farti male. Affronti due settimane di dolore e poi chiami per un’emergenza improvvisa di sabato sera mentre il dentista è a cena a casa di amici perché i tuoi denti, che avevano bisogno di un’otturazione un anno fa e che hanno iniziato a farti male 2 settimane fa ti procurano un dolore insopportabile.

5. Vai dal dentista per farti aiutare ma rendi quasi impossibile fare un buon lavoro. Inizi a fare smorfie di dolore anche quando non lo senti veramente. L’idea di far male mette il dentista a disagio e causa stress. Se ti fai male per cortesia dillo e lui cercherà di aiutarti. Ma se ti lamenti perché non ti piace in generale andare dal dentista, rendi difficile continuare il lavoro. E quando spingi la lingua o non apri abbastanza la bocca è fisicamente impossibile lavorare come si deve.. Non pensi che dovresti mettere il tuo dentista nelle condizioni ideali per poter lavorare al meglio per te??


6. Chiami e dici: “il dente non mi faceva male prima di venire da te”. Sei venuto qui con una carie. Non ce l ha messa il tuo dentista, ce l’avevi già. Lui ha semplicemente chiuso un buco che era nel dente. Per farlo ha dovuto usare un trapano. Se uno prende un trapano e ti fa un buco nel femore e poi lo riempie con del materiale non pensi sia normale che faccia male per qualche tempo? Il concetto è lo stesso

7. Quando il dentista prova a farti una radiografia, non premi abbastanza. Va fatto per vedere cosa succede ai tuoi denti. Senza conoscere il problema non puoi essere curato a dovere. Lo so, in alcuni casi veramente qualcuno non ci riesce ma la maggior parte di voi non vuole star ferma per 15 secondi.


8. Dici che hai comprato la macchina al tuo dentista con tutti i soldi che gli hai dato per farti mettere il ponte. Contrariamente a quel che sembra non gli hai comprato una macchina. Hai acquistato un ponte per te stesso. Il tuo dentista ha speso centinaia di migliaia di euro per imparare tutto quel che sa e diverse ore per impiantarti questo ponte in modo preciso quindi, al massimo, lo hai aiutato a recuperare un po’ dei soldi spesi per gli studi. Ma di sicuro non gli hai comprato la macchina.

9. Non ti presenti al appuntamento o lo cancelli all’ ultimo momento?? Alcune cose sono irrinunciabili ma se cancelli l’appuntamento perché si è liberato un posto dal parrucchiere sei un villano. Non solo il tuo dentista non riuscirà a sostituire con nessuno le 2 ore libere che aveva tenuto riservate per te ma qualcun altro che aveva effettivamente bisogno di lui dovrà aspettare almeno 2 settimane per avere un appuntamento. Se poi arrivi in ritardo al primo appuntamento del mattino, lui sarà in ritardo con tutti gli altri pazienti per tutto il resto della giornata!

10. Quando ti dice che hai i denti rovinati tu neghi come se ti stesse accusando di avere una terribile malformazione o di essere un serial killer. Non è una cosa terribile..ti sta solo spiegando qualcosa che possa aiutarti a prevenire alcuni problemi in futuro. Le sue osservazioni sono è basta su segni e sintomi che hanno un reale fondamento non sono sciocchezze.

11. Dici che la diagnosi che ti ha fatto è sbagliata senza neanche averlo ascoltato. Se ne sai di più perchè sei venuto qui? Curati le carie e fatti le otturazioni da solo. Ovviamente non hai bisogno di un dentista


Se non sei cosi sono sicuro che il tuo dentista ti adora. Probabilmente sei la luce della sua giornata. Ma domandati.. come ti comporti quando vai dal dentista? E, ancora più importante, cerchi di rendere più facile al tuo dentista il compito di curarti come si deve e come meriti?

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venerdì 8 aprile 2011


"....e ora credo, guardandomi indietro, che non abbiamo combattuto contro il nemico, ma che abbiamo combattuto contro noi stessi, e il nemico era dentro di noi.
Per me adesso la guerra è finita, ma sino alla fine dei miei giorni resterà sempre con me, come sono sicuro che ci sarà Elias, che si è battuto contro Raa per quello che ha chiamato 'il possesso della mia anima'.
Qualche volta mi sono sentito come il figlio di quei due padri.
Ma sia quel che sia: quelli che tra noi l'hanno scampata hanno l'obbligo di ricominciare a costruire; insegnatre aglia altri ciò che sappiamo, e tentare con quel che rimane delle nostre vite di cercare la bontà: è un significato in questa esistenza."

Monologo finale di Chris in Platoon.

domenica 10 ottobre 2010

La Carta e il territorio (Michel Houllebecq)

Il nuovo romanzo dello scrittore fraancese (tra l'atro selezionato per il premio Gouncourt) polemizza su alcuni aspetti della società, scagliandosi in particolare contro il mercato dell'arte; in particolare la critica contro l'arte moderna ed il mercato di essa si inserisce in una ben più ampia critica contro la società dell' oggi e del domani, iperglobalizzata e asettica.



Questa critica è presente in tutti i romanzi dello scrittore. Cosa apprezzo molto di lui non è la critica dal punto di vista "politico" e strumentale che pone alla globalizzazione (ma a leggere tra le righe il concetto che emerge è quello della" iperglobalizzazione"), ma la critica dal punto di vista "umano".
L'opera tutta di Houllebecq è pervasa da profondo cinismo e rassegnazione a questa realtà presente e futura, come si legge nelle ultime pagine del romanzo.
Tali cinismo e rassegnazione trovano massima espressione nel descrivere le solitudini quasi misantropiche dei protagonisti dei vari romanzi, di fatto estrinsecazioni autobiografiche. Disincanto, cinismo, quiete emotiva che fa seguito alla disillusione, ricorso al sesso mercenario sono caratteristiche quasi costanti che permeano la sua opera.
 Una prosa scorrevole ed ironica consente al lettore di scivolare velocemente verso la fine, chiedendosi quando uscirà il romanzo successivo.


CITAZIONI

(...) "Sono contento che tu sia autonomo", rispose il padre. "Ho conosciuto parecci tizi in vita mia che volevano diventare artisti e che erano mantenuti dai genitori; nessuno è riuscito a sfondare. E' curioso, si potrebbe credere che il isogno di esprimersi, di lasciare una traccia nel mondo, sia una forza potente; eppure di solito non basta. Ciò che funziona meglio, ciò che spinge con la massima violenza le persone a superare se stesse è ancora il puro e semplice bisogno di denaro". (...)


(...) Anche così, pensò Jed, potevano aspettarsi da parte degli albergatori un'accoglienza privilegiata: givane coppia urbana ricca, senza figli, esteticamente molto decorativa,ancora nella prima fase del loro amore - e perciò pronti a meravigliarsi di tutto, nella speranza di costituirsi una riserva di bei ricordi che sarebbero seviti loro al momento di affrontare gli anni difficili, che avrebberi forse anche permesso loro di superare una crisi di coppia - rappresentavano, per ogni professionista del ramo alberghiero e della ristorazione, l'archetipo dei clienti ideali. (...)


(...) A distanza di anni, dopo essersi lanciato nella "Serie dei mestieri semplici", Jed aveva progettato a più riprese di rrealizzare il ritratto di uno di quegli uomini che, casti e devoti, sempre meno numerosi, percorrevano le metropoli per apportarvi il conforto della fede. Ma si era arenato, non era nemmeno riuscito a cogliere il soggetto. I preti, eredi di una tradizione spirituale millenaria che nessuno più capiuva veramente, un tempo al primo posto della società, al termine di studi terribilmente lunghi e difficili che presupponevano la padronanza assoluta del latino, del diritto canonico, della teologia razionale e di altre materie quasi incomprensibili, erano ridotti ormai a vivere in condizioni materiali miserabili, prendevano il metrò in mezzo agli altri, andando da un gruppo di condivisioen del Vangelo a un seminario di alfabetizzazione, dicendo la messa ogni mattina per fedeli sempre più scarsi e più vecchi; ogni gioia sensuale era loro preclusa, persino i piaceri elementari della vita di famiglia, obbligati tuttavia dalla loro funzione a manifestare giorno dopo giorno un ottimismo indefettbile (...)


(...)...all'epoca del sorprendente trentennio di crescita economica tra il 1945 e il 1975, il viaggio aereo, simbolo dell'avventura tecnologica moderna, era tutt'altra cosa. Ancora riservato agli ingegneri e ai dirigenti, ai costruttori del mondo di domani, era destinato, nessuno ne dubitava nel contesto di una socialdemocrazia trionfante, a diventare sempre più accessibile agli strati popolari man mano che si sarebbero sviluppati il loro potere di acquisto e il loro tempo libero (il che del resto era in fondo successo, ma in seguito a una deviazione per l'ultraliberalismo simboleggiato in maniera adeguata dalle compagnie lowcost e a prezzo di una totale perdita del prestigio in recedenza associato al trasporto aereo).