domenica 16 maggio 2010


SECONDA PARETE
Le forze ostili / II.Molto vivace
Il catalogo della Mostra per cui l’affresco era stato eseguito forniva la seguente dicitura: “Il gigante Tifeo, contro il quale gli stessi dei inutilmente combatterono, le sue tre figlie, le Gorgoni. Malattia,Follia,Morte. Voluttà e Lussuria, Eccesso, Angoscia che rode”.
Mentre Tifeo veniva rappresentato come un enorme gorilla, le allegorie prendevano forma di creature femminili, ammaliatrici e pericolose, in cui il pittore esasperava il tipo della donna fatale (alimentato dagli scrittori contemporanei).
Sguardi, gesti,capelli e posture caricano infatti i corpi nudi di una prepotente sensualità, che pare materializzare le teorie freudiane sul desiderio e la paura.
L’intento di Klimt era di dare un’interpretazione grafica della lettura della Nona Sinfonia data da Richard Wagner nel 1846. In un programma esplicativo che accompagnava l’esecuzione, il compositore si era servito di citazioni da Goethe per interpretare le sensazioni destate dalla musica. Per il Secondo movimento parlava di “Voluttà selvaggia…ebbrezza del goder doloroso” e di alternanza di piacere e angoscia.
Klimt traduceva così con un’ eccezionale potenza figurativa le parole wagneriane, utilizzando tonalità scure e coprendo ogni centimetro di pittura con effetto quasi soffocante.
Sulla destra sono evidenti in alto Malattia, Follia e Morte. Sotto esse le tre Gorgoni. Accanto a Tifeo sulla destra di chi osserva, Voluttà, Lussuria ed Eccesso.
L’assalto visivo delle demoni affollate in questa metà sinistra si stempera con il procedere della scena, dove le volute di un’interminabile coda di serpente fanno da sfondo alla lugubre figura dell’Angoscia, preparando lo sguardo del visitatore al passaggio ad un nuovo momento narrativo, mediato dalla figura in alto sulla destra, continuazione del “volo” di cui alla prima parete.

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